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6. Idroponica

Le nostre colture ruotano attorno al sistema della coltivazione idroponica, nelle quali la coltivazione avviene fuori dal suolo. La terra è sostituita da un substrato inerte.

La pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva, formata da acqua e dai composti necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla normale nutrizione minerale. La coltura idroponica consente produzioni controllate, sia dal punto di vista qualitativo, che da quello igienico-sanitario, durante tutto l’anno.

Il ruolo del terreno, nei confronti delle piante, si può ricondurre a tre funzioni fondamentali: - Fisico-meccanica: il terreno permette l’ancoraggio delle piante, proteggendo l’apparato radicale dagli agenti atmosferici, che attraverso l’umidità contenuta nell’aria, l’illuminazione e l’irraggiamento solare, possono interferire con la vitalità della pianta stessa.

- Trofica: il terreno è l’ambiente fisico, che in condizioni naturali, fornisce alla pianta quasi tutti gli elementi naturali dei quali ha bisogno, attraverso l’assorbimento radicale. Solo il carbonio l’ossigeno sono assunti con la nutrizione carbonica, prelevando dall’aria, attraverso l’apertura stomatica delle foglie, l’anidride carbonica stessa.

- Ecologica: la rizosfera è la parte della biocenosi del terreno, che ha rapporti più o meno diretti, con l’apparato radicale della pianta. Tali rapporti sono la risultante di un sistema complesso di antagonismi e sinergismi. Tra gli antagonismi, si citano le interazioni con fitofagi, parassiti, fitopatogeni, o più semplicemente, la competizione, con altri vegetali che occupano la stessa nicchia ecologica. Tra i sinergismi, si citano le interazioni con simbionti mutualistici e con gli agenti di stimolazioni.


La tecnica colturale convenzionale, può ottimizzare solo in parte le funzioni del terreno:
- Le lavorazioni e l’apporto di ammendanti possono migliorare lo stato di sofficità del terreno, favorendo così l’approfondimento delle radici.
-L’apporto di fertilizzanti e l’irrigazione,sono operazioni che, adeguatamente integrate in una tecnica che ne sfrutti le sinergie, migliorano le condizioni trofiche del terreno.
-La tecnica colturale convenzionale ha un notevole impatto sull’eco-sistema tellurico, trasformandolo in un agroecosistema.
Il terreno naturale, è riconducibile ad uno stato di climax, nel quale la biodiversità è in grado di mantenere un equilibrio interno e garantire il naturale esaurimento del flusso di materia ed energia.

Vantaggi rispetto alla coltivazione tradizionale

La coltivazione fuori suolo presenta degli evidenti vantaggi: in situazioni ambientali, dove il substrato non è in condizione di far crescere le piantagioni in modo ottimale, il nostro sistema è in grado di ottenere risultati migliori, con un risparmio di acqua indicativamente di un decimo rispetto alla coltura in terra, rendendo questa tecnica, particolarmente utile in quelle situazioni climatiche, dove la scarsità di acqua rende difficile o addirittura impossibile la coltivazione.

Da non sottovalutare l’aspetto ecologico, visto che l’utilizzo dei fertilizzanti è mirato e non ci sono dispersioni nel terreno. L’impiego di diserbanti è assente, mentre l’utilizzo di antiparassitari, è decisamente ridotto.

Attualmente sono disponibili in commercio alcuni fertilizzanti naturali che danno la possibilità di ottenere un prodotto totalmente bio. Qualitativamente, il prodotto si distingue per uniformità, dimensioni e caratteristiche, oltre che per qualità organolettiche costanti.